INCONTRO CON ANTONIO NAPOLI
COOPERATIVA VALLE DEL MARRO
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La Calabria non è la terra dove si spara ma la terra dove si spera. Ciò può avvenire solo attraverso un progetto di rigenerazione sociale,culturale ed economica:
Tutto si tiene insieme:non ci può essere rigenerazione sociale senza una rivoluzione culturale. Bisogna anzitutto liberare le coscienze e le menti. Bisogna proporre e attivare progetti di vita dignitosi e di riscatto,dare opportunità reali e speranza concrete di cambiamento.
Lavorare in una libera terra è insieme atto e metafora di trasformazione radicale. Nel gesto agricolo vi è un atto rigenerativo che è insieme gesto sociale,di emancipazione economica e di rinascita.
Lavorare terre confiscate alla mafia è sottrarre alla prepotenza e all’ingordigia mafiosa un bene che alimentava un potere criminale per restituirlo alla comunità sotto forma di prodotti e servizi che potenziano il senso comunitario di giustizia sociale.
Lavorare in una libera terra vuol dire un’opportunità di cambiamento per i ragazzi:un cambiamento che deve coinvolgere se stessi e l’ambiente che li circonda. Cambiare per restare,restare per cambiare è la grande sfida per ridare vita e avvenire a queste terre.
Lavorare in una libera terra vuol dire dare opportunità di riscatto e di vita dignitosa a tanti migranti che altrimenti sarebbero sfruttati e vivrebbero in una condizione servile. Significa garantire una giusta paga ai lavoratori che altrimenti sarebbero soffocati dalle condizioni capestro della Grande Distribuzione Organizzata.
Ma la mafia è subdola,spara di meno ma corrompe di più. Non ci si deve assuefare,accettare questa pseudo-normalità sarebbe letale. Non bisogna rassegnarsi: la mafia può essere sconfitta sia quando si impone con la forza e con la violenza sia quando cerca complicità e accordi. Non ci può essere libertà e dignità dove si afferma un sistema di assoggettamento mafioso. In una libera terra si coltiva un sentimento di cura e di giustizia sociale che costituisce l’unica forza collettiva non solo contro il dominio mafioso ma anche contro l’indifferenza,contro il razzismo e lo sfruttamento lavorativo.
GRAZIE ALLA COOPERATIVA VALLE DEL MARRO.
Chiaravalloti Antonio Teodoro
Docente